Si può dire di lui che è uno scultore di superfici. Il dentro delle cose non gli interessa: quello che gli importa è lavorare su quel che si vede, piegarlo in curve sinuose, metterlo in condizioni geologicamente improbabili, ricche di informazione visiva. Le curve delle sue opere sono, per dir così, delle mobilità rese immobili, e riproposte come movimenti virtuali. Se sono fatte ruotare su loro stesse, le curve moltiplicano all’infinito l’ordito cinematico, creando un vortice, una sorta di frattale volumetrico, in cui la ripetizione sfora in una continua sfida all’entropia.

Giorgio Celli

 
 
 
     
Scultura in Legno
altezza
cm. 270
fianchi
cm. 105
materiale
acero
peso
Kg.33