Monografia Giuliano Giuliani
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In quel 1978, anno a cui risale la presentazione di Solmi, Giuliani aveva in corso la sua prima
personale al Circolo Artistico di Bologna.
Vi partecipava con opere plastiche, come scultore. Lavori come Pomona facevano riconoscere
alla critica precedenti in Brancusi, Arp, Moore e Viani, oltre che nei Cascella e nei Pomodoro,
artisti guardati da Giuliani da sempre, per sua stessa ammissione.
Oggi, quasi trent'anni dopo, le parole di Solmi trovano conferma nei fatti, rivelandosi quanto mai
lungimiranti: Giuliani si è attestato come presenza originale e di grande interesse in un panorama
artistico culturale che va ben oltre i confini della provincia, e in particolare del territorio in cui
ha scelto di vivere per buona parte dell'anno, nella sua bella casa in collina, e dove si conserva
una parte cospicua del suo corpus di opere (oggetto di questa pubblicazione): Crespellano.
Il tempo trascorso, e con esso le opere che ha portato, ci permettono qualche considerazione
riguardo, più che a un approdo, all'/ter seguito da Giuliani in questi anni: dalle prime opere
plastiche degli anni Settanta, dove più che di Brancusi era forte l'eco, rivisitato in chiave personale,
di Moore e di Viani, con quelle forme che si aprivano nello spazio, ai lavori degli anni Ottanta,
di grandi dimensioni e in materiali vari, dove l'influsso del rumeno Brancusi si fa più forte, in
particolare nei riguardi della riduzione a una forma "pura
E quale forma è più pura della sfera? Se proprio vogliamo, riprendendo Solmi, parlare di approdo,
la sfera è al contempo punto di partenza genetico delle opere di Giuliani, filo conduttore e approdo,
punto di arrivo di un percorso coerente e personale, così come testimoniano, nei tardi anni
Novanta, i lavori in vetroresina, sfere appunto, che popolano il parco antistante Ca Vecchia e
che, nella sintesi estrema di forme e concetti più complessi, diventano "brancusianamente"
metafore della "cellula generatrice della vita".
Questa pubblicazione nasce da un'amicizia, bella e interessante anche se non di lunga data, e
da un invito rivoltomi da Giuliani qualche tempo fa e raccolto dalla sottoscritta con grande piacere.
Vuole dunque essere un omaggio all'artista e un segno di grande stima e riconoscenza per
l'amico Giuliano Giuliani.

 



 

Giuliano Giuliani è nato a Bologna nel 1924.
Diplomato all'istituto d'arte, ha frequentato il corso di scultura all'Accademia delle Belle Arti della
sua città.
Finiti gli studi, a causa della guerra, la sua necessità è stata, come lui stesso ha affermato e come quella di tante altre persone, pensare ai problemi pratici dell'esistenza.
Un progressivo riavvicinamento all'arte si manifesta nei primi anni Settanta, in concomitanza con
l'acquisto di una pregevole casa colonica (Ca' Vecchia) sulle colline di Crespellano e alla sua
ristrutturazione.
Nel 1978 tiene la sua prima mostra personale al Circolo Artistico di Bologna, presentato da Franco Solmi.
L'anno successivo è invitato all'Xl Premio nazionale città di Gallarate; partecipa inoltre alla rassegna "Nuove Acquisizioni" presso la Galleria d'Arte Moderna di Ancona e alla Collettiva in Valserena promossa dal Circolo Artistico di Bologna.
Due sue sculture vengono collocate presso le Gallerie d'Arte Moderna di Gallarate e di Ancona.
I primi anni Ottanta vedono il passaggio da opere plastiche come Pomona, realizzata in argilla, a esperienze più complesse e articolate, per ciò che riguarda il percorso progettuale, esecutivo e per le dimensioni finali.
Tra le prime, siamo nel 1980, la lignea Forma 20 (denominata anche Stretta di mano), presentata da Giuseppe Marchiori e collocata stabilmente, in vari esemplari, a Pontecchio Marconi (davanti al mausoleo) nel 1985, a Senigallia (con la denominazione Pensiero di pace) nel 1990, a Marzabotto (nella versione in cemento e graniglia di marmo bianco) e a Castel San Pietro Terme.
Nel frattempo una sua scultura, un bronzetto, entra a far parte della collezione contemporanea della Galleria d'Arte Moderna di Bologna.
Sempre nel 1980 la Biblioteca Centrale di Stato rumena gli dedica una mostra presso la nuova
sede del Teatro Nazionale di Bucarest.
Realizza inoltre la serie di cinque litografie intitolata Penta; presentata da Adriano Baccilieri, l'opera viene esposta a Bucarest, presentata al museo di Herzliya (Israele) ed acquistata dalla Biblioteca
Centrale de Stat e dall'Herzliya Museum, dal Museo delle Belle Arti di Budapest, dal The University College of Wales, dall'Aberystwith Print Collection e dal Museo di Arte Contemporanea di Bogotà.
Nel 1981 è la volta di Forma 30, presentata da Franco Solmi in una pubblicazione monografica
dello stesso anno e collocata nello stabilimento "Casor" di Castelmaggiore (Bologna).
In questi anni va via via sempre più manifestandosi l'influenza esercitata su Giuliani da artisti come Arp, Moore, e, soprattutto, dal rumeno Costantin Brancusi, oltre ad Alberto Viani e ai Pomodoro, da sempre fonti d'ispirazione per l'artista.
Nel 1981 è invitato a partecipare alla V Biennale Internazionale Dantesca, Mostra Internazionale del Bronzetto Dantesco con l'opera Venere.
Altre opere di grandi dimensioni vedono la luce nel corso degli anni Ottanta e Novanta: Icaro, del 1986, presentata da Bruno Munari; can can (1990), opera lignea accompagnata da una pubblicazione monografica con la presentazione di Giorgio Celli; Orologio tempo spazio, Moto perpetuo e Inno alla vita, grandi opere a intaglio presentate da Zauli nel 1992; è invece di Eugenio Riccomini la lettura critica di Elicoide Rosso, del 1995, installato davanti alla ditta CIAB di Bologna; l'installazione dal titolo Libertà. Rottura delle costrizioni , con presentazione critica di Giuseppe Pardieri, è del 1997; un anno dopo è la volta di incontro di sguardi, presentato da Renzo Canestrari.
Nel 1999:un anno dopo è la volta di Incontro di sguardi presentato da renzo Canestrari:
Nel 1999 espoine a Bologna in Corte Isolani.
Nel 2001 è la pubblicazione di Teatro Mundi, con la presentazione di Pier luigi Cervellati.
Nel 2004 riceve il premio per la scultura nell'ambito del Premio internazionale di Scultiura, Pittura, Comunicazione visiva, arte elettronica "Guglielmo Marconi", promosso dal Circolo artistico di Bologna, dalla Fondazione Guglielmo Marconi, e dall'Università degli studi di Bologna, consegnato all'istituto Italiano di Cultura di New York.
Nel 2005 espone nei cortili del complesso monumentale di San Giovanni in Monte a Bologna e nella chiesa di San Mattia della stessa città.
   
Pomona è alle origini della produzione di Giuliani.
Qui, forse più che in altre opere, gli echi dei suoi artisti prediletti, in particolare Moore e Vicini, risuonano all'orizzonte, ma tradotti in chiave personalissima.
Le forme e il colore di Pomona ricordano quelli di un tubero, che vive e cresce nella terra.
Non a caso fatta di terra, questa dea dei frutti ha le generose rotondità degli idoli paleolitici della fertilità, qui rese ancora più morbide e opulente dal lessico "curveggiante" di Giuliani.